venerdì 18 maggio 2018

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mangio pane e fatica
bevo latte e amarezza
respiro aria di spreco

soverchio
è l’attimo
incauto
della disillusione
che ingigantisce l’età dello smacco

piscio sangue e stanchezza
penso muri di sterco
sogno non più vittorie




domenica 13 maggio 2018

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Il tempo non sente il tempo che passa;
e passa inesorabile per sempre:
lo sentisse, avrebbe pena di sé

Se fumammo oro
tra mura antiche
non fu per credere
alla vertigine
di pozzi vuoti
o mai di luna
riempiti a sera
bensì per dare
prezzo alla sfida
che d’immortale
mancò vestirci

Lo spazio è senza bisogno di spazio:
ne avesse, finirebbe per finire,
senza difenderne i bordi mai più

Più non plasmammo
aria translucida
di desideri
sempre affacciati
oltre il confine
della ragione
dimenticata
tra pieghe azzurre
quando il profumo
d’isole nuove
ci attese a riva

La velocità cieca non capisce
a che velocità uccide l’amore:
lo capisse, chiederebbe perché

Perché gustammo
flanella a cena
pur di scoprire
anche d’estate
migliori fughe
a ogni curvare
degli universi
precipitanti
verso la vita
solo a fatica
sapemmo dire

                        Ed andammo oltre il banale assoluto
                        Scorgemmo poi
                        non l’atea spina
                        spegnere il tribolo
                        E penetrammo il limite che ignoto
                        fa relativo l’assoluto all’uomo
                        in cerca inquieto





domenica 8 ottobre 2017

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Mangiami il cuore,

sgocciola il sangue

dalle tue labbra

Addenta le mie carni,

fanne pasto per te,

per la fame di morte

Dilaniami muscoli e tendini

coi denti affilati dal male

che dentro ti esplode improvviso

Con gesto umiliante spezzami le ossa,

rabbioso e avido succhiane il midollo,

masticami, digeriscimi, ruttami

Soltanto

non più

odiarmi



giovedì 5 ottobre 2017

*





Eri vestita di marea.
Alta. Sizigiale.
Quindi la luna si voltò
lasciandoti nuda.
Spettatrice della tua vita.
Muta. Spaventata.

Raccattasti l’ombra tua lunga esile
e la nascondesti a occhi chiusi
sotto la sabbia riassolata,
poi cercasti il remo più lungo
per coprirtene e mantenere
il riparo della falesia.

Andavi in cerca d’altro cielo.
Sconfinato. Troppo.
Ma la notte tornò scorgendo
come vagolavi.
Inconsapevole del fato.
Devastante. Piansi.